valentina dorme scritta

TESTI: Nuotare a delfino

Agorà
agorà giovedì domenica perché mi va e lui lo sa mi evita è un bimbo e vorrebbe sguardi comprensivi e languidi immagina ritorni carinerie di getto come un anno fa ma tutto cambia si trasforma varia immagina saluti affettuosi malizia premura e come stai non sa che tutto crolla è una fatalità che questa non è la mia vita non mi riavrà ne morirei impazzirei e rivedrei chilometri di videotape e pene pene d'inferno la domenica che non cambia mai dopo le 10 rigorosamente soli vino whisky e crack e un Antonioni da seguire attenti un grido un'avventura o chissà che altro a conciliare il sonno e a seguire sesso asciutto e lento ma questa non è la mia vita ci giurerei 

Falò di querce
io non trascuro le comparse anzi dedico fasci di luce anche alle loro facce appena un po' più spente di quelle che occupano il centro della scena raggiungo i comandi e illumino le loro quiete timide danze 
sogno continuamente circa 22 querce che dovrei senza esitare bruciare
vedo continuamente circa altrettante estati e una da consegnare senza esitare alle stesse fiamme
le mie adorate continuamente e sempre 22 querce che dovrei senza esitare iniziare a bruciare 
sogno un rogo che incenerisca tutto e mi lasci pensare al mio teatro alle ballerine alle mie luci che ne correggono gli errori non sono dopotutto così rari conosco a memoria tutti i passi piroette giochi d'anca le pause forzate 
sogno continuamente circa 22 querce che dovrei senza esitare bruciare
vedo continuamente circa altrettante estati e una da consegnare senza esitare alle stesse fiamme le mie adorate continuamente e sempre 22 querce che dovrei senza esitare iniziare a bruciare 

Traffico
sceglierei te rischiando di veder sfumare occasioni migliori più ghiotte la disponibilità totale 
sceglierei te rischiando di veder sciupate aderenze migliori delle gonne ai fianchi e forse un desiderio normale 
è ridicolo ma rimani tutto quello che ho follia insonnia furia 
tu che non mi desideri mai e non mi desideravi quasi mai 
sceglierei te rischiando di dover svuotare intere giornate d'angoscia ingiustificata inspiegabile 
silenzio che affonda fino all'elsa la dolce pace assoluta inviolabile il cercapersone sempre acceso che tace che tace 
strano a dirsi ancora tutto quello che ho follia insonnia furia 
tu che non mi desideri mai e non mi desideravi quasi mai 

Piloti part-time
in lontananza i piloti part-time degli alianti a motore si preparano ad atterrare ma non rinunciano subito al volo e si aggirano ancora alcuni istanti 
in aria a mezzo cielo guardo le loro volute lente guardo oscillare i loro giocattoli e mi sorprende la voglia di continuare 
non mi volto ho paura temo davvero non ci sia più nessuno 
la nostra stanza come la pista d'atterraggio vuota la sera non si adatta al volo 

Resa
smettere definitivamente di affaticare le reni smettere di parlare e scrivere ecco le nuove sevizie 
tutto senza spiegazioni senza dirti alcunché all'inizio sarà difficile poi non te ne accorgerai neppure 
potrebbe interessarmi meno questa novità non potrebbe interessarti meno questa novità pronunciare il mio nome
neppure a parlarne e non è una novità 
anzi ti sorprenderai di quanto affettuose saranno le mie cure della frequenza di carezze 
volontà di vederti a tutte le ore la necessità quasi vera di legarti e toccarti 
potrebbe interessarmi meno questa novità non potrebbe interessarti meno questa novità pronunciare il mio nome neppure a parlarne e non è una novità 

Are you lost?
ecco la lacerazione necessariamente breve necessariamente opera mia 
eccoti sfiorire e penso sia per sempre il mio scacco logico fatale 
ecco il mio capolavoro carino e scadente che saprei ripetere 
a noi due in dono lo stile che non ho e non hai i valzer da ballare lenti amanti miserabili che qualcosa bene o male lega era previsto il talento che non ho e non hai l'alcol da smaltire e gli extra amanti miserabili è già qualcosa 
non ti sembra già qualcosa? 
ecco l'ospitalità la gentilezza di tua madre comunque mai il lunedì eccoti pensare a Londra lo zenit della gioia comunque mai il lunedì 
ecco il tuo capolavoro carino e scadente che saprei ripetere 
a noi due in dono lo stile che non ho e non hai i valzer da ballare lenti amanti miserabili che qualcosa bene o male lega era previsto il talento che non ho e non hai l'alcol da smaltire e gli extra amanti miserabili 

Raggiungere Firenze
userò parte dei risparmi per raggiungerti a Firenze costruirò una scusa ad arte allontanerò ogni minimo sospetto per abbracciare te e Firenze mia madre si fiderà delle mie amiche e di me 
spero al mio arrivo in una stazione deserta nulla attorno tranne i miei baci e te spero al mio arrivo piova la folla scompaia nulla attorno tranne i miei baci e te 
quanto potranno mai costare due giorni  in città dovrò solo sopportare tre ore di treno forse affollato e l'ansia di vederti al più presto di rivedere te 

Tra le dalie
tanto vale non è stata granché neppure la penultima tortura terminata in gran fretta un sussulto d'ali di un colibrì tra le dalie 
non mi aspettavo di essere così vulnerabile debole che l'assalto della noia potesse vincere che mi costringesse a piangere 
a metà del primo atto ti ho vista seppellire alcune bottiglie vuote tra le dalie del giardino e poi scappare 
la puntualità crudele della fine l'inchino della prima attrice tra gli applausi e il lancio di fiori una delizia che svanisce

Ugo Spirito
dovevate chiamarmi narciso e applaudire la mia carriera di lottatrice nel fango inginocchiarvi e tremare stupite dalla moltitudine delle mie pose 
non è poi difficile cadere visti la tenacia e l'apparente calore delle mie parole fantasia intatta negli anni di successi e sudore 
potete intuire con facilità quanto sia terribile fallire non incontrare più gli sguardi in prima fila della sconosciuta che sorride e si lascia guardare con facilità 
cerco quando sono ubriaco il coraggio una scusa che mi allontanino da te una pausa lunga almeno tre giorni almeno 
potete intuire con facilità quanto sia terribile fallire non incontrare più gli sguardi in prima fila della sconosciuta che sorride e si lascia spogliare con facilità 

Cosa dirò domani
questa volta non passa ho deciso ora basta senza difficoltà tornerò la persona di prima 
ho deciso non passa sono sicura ora basta senza la tua infelicità in cinque giorni sarò più che guarita 
mai più questa gelosia banale e cattiva idiota e feroce il più delle volte muta mi godrò la tranquillità davanti al televisore la sera 
mi godrò questa gente che ride almeno quanto me a volte la sera mi godrò i miei tuffi ad angelo il mio nuotare a delfino a volte la sera modellerò le mie ceramiche e non penserò a nient'altro a volte la sera 
settimane sprecate a studiare una sequenza piuttosto facile a ripensarci l'unico errore è stato aspettare 
mi godrò la tranquillità davanti al televisore la sera decorerò le mie ceramiche e penserò a tutt'altro d'ora in poi la sera mi godrò per un po' finalmente alcuni inviti altre attenzioni e ciò che in genere segue mi godrò per un po' finalmente Alessandra altre moine e ciò che in genere segue

Nivea (20 ottobre 1998)
più di sei mesi caro amore essenziale una vacanza meritata dei sensi una distanza che squassa le vene 
interminabile caro amore squarciato sacra facoltà di reagire che avevo e ho gettato così lontano 
e fatica fatica mentre ti rivedo ammassare l'intimo nei bagagli i mensili in sacchi di nylon mascara nivea e gli smalti direttamente in tasca 

Finchè non sceglierai me
io non ritorno non mi muovo io resto qui e non mi lascio convincere neppure dalle tue 210 rose 
non ritorno rimango qui solo io resto e lascio tutto in disordine per le prossime settimane fossero eterne 
finché non sceglierai me 
ho soldi e pazienza comprerò ancora vino resto qui e non mi lascio commuovere rimanderò la partenza se necessario di secoli 
farò la scelta cruciale un ritardo di anni cambierò abitudini ridurrò in cenere la noia penserò a sette viaggi ti chiederò di seguirmi 
finché non sceglierai me 

Questa novità
sii prevedibile e deludimi questo in sintesi mi aspetto da te 
valigie in regalo me le aspettavo in verità ecco perché dicevi quando ti decidi quando partirai 
non si sa poi bene cosa riserverà quest'altra sera la difficoltà per il mio ago di trovare un'altra vena azzurra la difficile tranquillità il tremore che mi blocca mi frena 
l'ansia del debuttante che si ferma spera e aspetta non si sa poi bene cosa 
desiderio di inondare  di saliva il ventre poi scendere e fermarsi a bere ma lui immobile 

Atene, primo pomeriggio
una delle ultime volte che ti ho spiata trotterellavi noncurante stringevi alcune delle mie  lettere stropicciate ho riconosciuto la calligrafia infantile 
poco più avanti un fastidioso cestino ocra a prima vista capiente aveva decorazioni adesive grasse danzatrici gialle 
da anni appoggio le ginocchia a pochi centimetri dalla porta cerco di capire cosa succede al di là la bocca semiaperta e tutto con religiosa cautela 
mi interessano i più banali movimenti serali quelli ormai abituali delle braccia che preparano la cena del ventre rigonfio danneggiato da solenni dosi d'alcol da bocconi di qualunque natura ingoiati a fatica e a notte alta per l'impossibilità regolare normale di dormire di riposare 

La mia unica attesa
sei l'ultimo rifugio accogliente il mio rimedio riparo che vorrei sicuro sempre la mia narcosi le notti bianche i miei cinque regali pelle chiara da stringere 
sei gioia delle mani e degli occhi e quando non ci sei la mia unica attesa 
non so immaginare per le mie braccia abbraccio migliore adagiarsi più lieve non so immaginare per la mia bocca labbra più morbide saliva più dolce 
la mia ossessione gentile l'insicurezza il mio fare l'amore che zoppica e si fa guidare le mie gonne nere capelli da torturare e mordere sei qualche rifiuto da soffrire 
terrore che ammutolisce e ora che non ci sei la mia unica attesa 
non so immaginare per le mie braccia abbraccio migliore adagiarsi più lieve non so immaginare per la mia bocca labbra più morbide saliva più dolce