valentina dorme scritta

TESTI: la carne.

un nome di fantasma
la mia sposa 
ha un nome bello 
da principessa
gli occhi puliti 
color carbone 
le spalle di seta
la mia sposa 
è l’unica al mondo
che mi spoglia 
e mi riveste a festa
estate o inverno
è l’angelo mio 
e non fa differenza

la mia ragazza 
é un torrente in piena
di gioia infinita e vera
quando passeggia la sera
illumina a giorno 
la borgata intera
quando mi chiedono 
il suo nome e il giorno
in cui sarà mia sposa
io grido a tutti 
un nome di fantasma 
e una data in primavera

sono uscito allegro 
un sabato di maggio
per il giornale e la spesa
lei si era alzata presto 
diceva di Problemi 
andava dalla sorella
l’ho vista ridere 
con il medico del paese
tra i passanti della fiera
mi sono chiesto 
nella mia ingenuità
dove fosse la sorella

questa madonna 
ha ridotto in cenere 
ogni mia chimera
non dice niente 
da qualche mese 
nega la sua promessa
ma verrà il tempo 
sacrosanto e saggio
in cui mi spiegherà questa cosa
intanto qui 
è silenzio e notte
Eleonora 
sei la mia rovina

benedetto davvero
qui dalla mia bergère
guardo i cristalli bianchi
vedo gli occhi sereni
seduto sulla mia bergère
ti guardo camminare 
e come sempre 
guardarti mi fa bere

esco dalla mia bergère
preparo il finale
vino olio vergine e pane
poi torno alla mia bergère
ti guardo mangiare
e come sempre 
nutrire i cani mi fa bene

benedetto davvero
tutto l’amore che c’è
e che trovi lungo le parallele
della tangenziale
in via Podgora
o in via Santi, per dire
tutto l’amore che c’è
e che incroci negli allenamenti allegri
di Treviso serale

abbracciato alla mia bergère
ripenso ai giorni appena buoni
al tuo infinito non dire
ai tuoi piedi che non vorrei qui
a questo amore marginale
e come sempre
la distanza ci fa bene

benedetto davvero
tutto l’amore che c’è
e che trovi lungo le parallele
della tangenziale
in via Podgora
o in via Santi, per dire
tutto l’amore che c’è
e che incroci negli appartamenti allegri
di Treviso serale
in via Piave
o Cacciatori del Sile
l’amore che tace 
e se c’è
aspetta lungo le parallele
della tangenziale

il terzo uomo
sai
ho avuto tempi migliori
e tu sei parte dei miei ripensamenti
dei miei dubbi 
se avere te
o tornare da mia figlia
al mio mondo immaginato
e solo in parte 
capirai
ma per quel poco 
immaginato bene

quando mi vedi passare e mi fermi 
e quando mi vedi passare
e mi lasci andare
lasciando la giornata com’è

e uso un trucco dozzinale
per ricordare 
il mio due giugno
la mia estate
ripasso a occhiate veloci
i vestiti che portavo 
quando stavo con te
t-shirt 
camicie 
e giacche estive
che tu ricordi 
certamente bene

quando mi scrivi e tremi e sudi 
e quando la questione è tranquilla
e fuori piove
quando mi scrivi la notte e mi chiedi se
se la questione è tranquilla e lui è altrove
quando mi scrivi la notte 
e mi chiedi se la questione è tranquilla 
e mia moglie altrove

quando mi vedi passare e mi fermi 
e quando mi guardi passare …

… vediamoci pure tra un’ora da me …

Marco Ferreri
gestire l’impazienza forte
dei miei pomeriggi alcolici
frenare poi il tremore 
dopo sbornie interminabili

e avere così poca voglia di te
delle tue mani
avere così poca voglia 
di consigli prevedibili
e delle tue mani

divertente registrare 
la delusione nelle smorfie 
al ripetersi dei primi piani 
prolungati e ossessivi dei visi
e dei gomiti

e essere il Calà di Ferreri
con i suoi vizi innominabili
non risparmiarsi
e offrire sesso facile
a turisti responsabili
e attenti ai limiti

e avere così poca voglia di te
delle tue frasi
avere così poca voglia 
di promesse prevedibili
e dei tuoi gomiti

Giulia Bentley in estate
ogni mia parola sei tu 
sai e vedi  
questo inverno di gioie a metà

una lanterna e il poster di Anastasi 
e amici saggi
conti saldati 
e idraulici a metà

ogni mia carezza sei tu 
che non torni 
in questo fiorile di gioie a metà

bocca affollata 
come parcheggi e aeroporti
tu che soffi 
bugie eleganti da centro città

il parcheggio a San Francesco è vicino sei già lì?
io accompagno Giulia in centro e arrivo
via Santa Caterina già Poste Vecchie 
è qui
resto ancora una mezz’ora 
poi vado

nessun accordo sulle gelosie da aprire 
a nord o a ovest 
dici che è tardi 
ti spogli 
poi chissà

le nostre ossa mai così lontane
tu che soffi 
bugie leggere da centro città

il parcheggio a San Francesco è vicino sei già lì?
io accompagno Giulia in centro e arrivo
via santa Caterina già Poste Vecchie 
è qui
resto ancora una mezz’ora poi vado
porta San Tommaso è qui dietro 
sei già lì?
accompagno Giulia all’auto e arrivo
via Santa Caterina è qui dietro 
stai con me
ancora una mezz’ora poi vado
il vestito è quello bianco di lino
e so che 
il gloss perfetto 
a quest’ora è un po’ strano
il vestito è quello lungo di lino
giovedì
e in palestra c’era quasi nessuno
così ho cambiato i piani 
ho chiamato 
e tant’è
lui ha risposto al primo squillo 
e ha sorriso
il parcheggio a San Francesco è vicino sei già lì?
io accompagno Giulia in centro e arrivo
via santa Caterina già Poste Vecchie 
è qui
resto ancora una mezz’ora 
poi vado 

i girasoli
mi piaci perché sei felice 
quando sei con me
parli di girasoli e gerbere
non fermi mai le mie mani
la meraviglia 
di seni morbidi da succhiare
e i fianchi tondi e i tuoi respiri
non fermi mai le mie mani

amo i palleggi e quel diavolo buono 
almeno quanto me
che resto ancora qui ad aspettare
cerco casa lungo la Noalese
amo come usi le dita 
e ridi un po’ di me
i tuoi denti e i miei respiri
non fermi mai le tue mani

la foto seppia 
di te che balli con tuo padre 
abbassi gli occhi 
e guardi altrove
sopra ogni cosa 
se parli di tuo padre
gli occhi abbassati 
e lo sguardo altrove

amo i palleggi 
e il tuo amante buono
almeno quanto me
che resto ancora qui ad aspettare
compro casa lungo la Noalese
amo le bande senza pietà
i passaggi precisi
i polpastrelli e le tue spalle forti
le vene azzurre 
mentre gridi e ridi

sopra ogni cosa 
quando parli di tuo padre
guardi me 
poi guardi altrove
sopra ogni cosa 
quando parli di tuo padre
guardi la tua casa 
e poi guardi altrove
sopra ogni cosa 
se pasri di tuo padre
gli occhi abbassati 
e lo sguardo altrove

la foto seppia
di te che balli
con tuo padre

Trieste Centrale
lui ama un’altra 
quindi Anna
raccogli smeraldi e stracci 
e scappa
avresti almeno sette cose da dire
e sarebbero solo cattive
chissà a chi serve ancora

qui intorno è tutto disamore a norma
foto nascoste 
sguardi di intesa 
e rabbia
immaginavi ci fosse qualcosa
in quelle uscite improvvise la sera
l’i-pod eterno 
e la moto nuova

scendere con te che aspetti
a Trieste Centrale vale
più di Genova e Barcellona insieme
di Ibiza a maggio 
e Bangkok in aprile
scendere con te che aspetti
a Trieste Centrale è come
rituffarsi nel Truffaut in francese
l’apparire improvviso per Doinel del mare

sei sulla porta e non aspetti
seguiranno i dettagli del caso
e Valentina
oggi il tempo è un tempo cattivo
tua figlio torna alle lezioni di piano
e chissà se sarà il solito Mahler 
o Bach

scendere con te che aspetti
a Trieste Centrale vale
più di Genova e Barcellona insieme
di Ibiza a maggio 
e Bangkok in aprile
scendere con te che aspetti
a Trieste Centrale è come
rituffarsi nel Truffaut in francese
l’apparire improvviso per Doinel del mare
tu che mi proteggi e ascolti
e dici che il tuo amore vale
più di Taormina e quella sporca estate
di Ibiza a maggio 
e Bangkok in aprile

Siracusa e le stelle
già da qualche mese 
ci facciamo un male pulito
sappiamo dove puntare e colpiamo
già da qualche mese 

e come dicevamo ieri
amore mio immorale 
dei giorni perduti con puntualità 
e archiviati come si deve

la mia amante carne giovane
non si sente da un po’ 
ma mi scrive
io so che ritornerà
so che ho quello che serve 

come dicevamo ieri
sei tu il mio fallimento più grande
e la mamma è stata utile 
intuito 
dolcezza 
ragione

mentre parlavo con lui stanotte
ho rivisto Siracusa e le stelle
e ho pensato brevemente a te
alle nostre nozze bianche

e ora dopo qualche mese
dico è stato sublime scappare
e passare questo natale con te
tornare dove voglio stare

santa la pazienza che hai
quando dormi con me 
quando mi scrivi
santo questo darti da fare 
per farmi stare bene
santa la curiosità che hai 
quando vieni con me 
quando mi guardi
santo quel tuo darti da fare 
per farmi stare bene
la gioia che mi dai 
quando ti sento dalle scale 
quando mi stringi
santo questo tuo rallentare 
per aspettarmi 
e restare

QUANDO MI ASPETTI SULLE SCALE QUANDO MI SCRIVI
SANTO QUEL TUO DARTI DA FARE
PER ASPETTARMI E RESTARE
LA GIOIA CHE MI DAI 
QUANDO VIENI CON ME
QUANDO MI STRINGI
SANTO QUESTO TUO RALLENTARE PER ASPETTARMI E RESTARE
LA PAZIENZA CHE HAI 
QUANDO GODI CON ME
QUANDO MI SCRIVI
SANTO IL TUO CULO 
SANTE LE BAVE    
SANTO QUESTO

olimpiadi salesiane
i nostri muscoli in attesa 
di qualcosa che assomigli
almeno lontanamente alla resa
il riposo meritato degli atleti 
dopo piroette
continuo sgusciare di dita
e le pause davanti alla tv
premere e affossare i divani

i nostri muscoli in attesa 
di quel nulla che ricorda
almeno lontanamente la resa
i riposi meritati degli atleti 
dopo piroette
continuo sgusciare di dita
e le fughe davanti alla tv
a premere a affossare i divani

sono i muscoli di noi
adolescenti in gara
a far impallidire i preti
ai bordi dei campi
di terra e sabbia
di sangue e sabbia
di sperma e sabbia 
durante i tornei
sono i muscoli di noi
preadolescenti in gara
a eccitare a mulinello i preti
ai bordi dei campi
di terra e sabbia
di sangue e sabbia
di sperma e sabbia 
durante i tornei

la buonanotte in francese*
io sopravvaluto i ricordi
con i miei occhi neri e gonfi
è un delirio di famiglia
anche mio padre sai lo fa
quando fissa rosso di odio mia madre

tu sei nella pancia tonda
nel vomito al mattino
nelle cose non dette a fiumi
nei baci sospesi
nelle ovvietà
dico il tuo nome
e la buonanotte in francese

eh, il tuo scaldacuore 
e il tempo che mi hai regalato allegro
le nostre notti di novembre 2007 
e velocità
se dici affitto questo motel in eterno

eh, la mia gioia e i tuoi regali
e niente parole al caso
le rughe sacre intorno agli occhi
danze del ventre il martedì
dici il mio nome
e la “t” di “nuit”
a ricordare …


* Grazie, E.

io non sono forte*
dei tuoi pomeriggi ostili
spesi tra Buster Keaton e Chaplin
e di un amore
di splendide mani alzate
senza pistole puntate
di mani in alto
abbassate

è che 
io non sono forte
io non sono forte

un amore di guerre poche
e combattute  male
che non ha saputo 
e non sa invecchiare bene
di troppe frasi che andrebbero urlate
dette invece sottovoce

io non sono forte
è che 
io non sono forte

un amore di eventi minimi
come succede nei bar piccoli
un amore di emozioni poche
di troppe offese che andavano urlate
dette invece sottovoce

io non sono forte
è che 
io non sono forte


* A Simo, cara, e alla sua forza, invece.