valentina dorme scritta

TESTI: Capelli Rame

Nove nuovi amanti (parte prima)
ho speso una fortuna a cercarti
con la mia ex- moglie chissà dove
a intrattenere nove nuovi amanti

tutte le mie forze a cercarti
ho setacciato in lungo e in largo
anche i fondali degli oceani

e dire che avresti un altare
di lino e seta
anche se non ti servirà un granché
avresti me
le mie gelosie intatte
le ore tutte uguali
studiate nei particolari
a ricordarmi la noia dei tuoi quadri

Prova generale
sarei felice
di caviglie più sottili
di ossa sporgenti ai polsi
di mani come fusi
bianche e forti
adatte alla viola
di occhiaie profonde
alla Cave
una voce alla Callas
ma

tutto è come sempre
come vedi
uguale a ieri
io che vorrei da te
migliaia di sorprese
in buste chiuse
io che ti amo
più del mio cazzo rigido
sul punto di esplodere
io che vorrei
rimpianti più veloci
a trasformarsi in niente
nessun ricordo
niente

sarei attraente
se scorresse meno gin nelle vene
se riuscissi a dormire
tu non brillassi come Keats
nelle letture d’estate
non brillassi 
nonostante Alice

Una colt
aver avuto una colt
non averla caricata a salve
aver avuto una colt
le munizioni necessarie
a invertire il finale

cosa invento qui ora
quando già so 
che non avrò risposta
neppure due righe d’occasione
affidate alla posta celere

ho cancellato dal calendario
i giorni in cui arrivavano 
puntuali gli auguri
rinunciato a Uffizi e Versailles
disdetto i voli

e alla lunga
anche le tue foto di spalle stancano
smettono di stupire
credi
i danni in superficie sono incalcolabili
qui nessuno sanguina

in prospettiva
ci si abitua a tutto
anche alla normalità
non sei così speciale 
credi
è solo psicoterapia il mercoledì
e qui nessuno sanguina

alla lunga
ci si arrende a tutto
anche alla mediocrità
non fa poi così male 
credi
i danni in superficie sono trascurabili
qui nessuno sanguina

entro l’alba
coltiverò con cura le mie crudeltà
non farà così male
vedi
ho intorno una fiumana di belle amiche ardenti
scelgo a caso chi si salverà

Claudia Cardinale da giovane
inquadratura fissa e tremante
dall’alto
finestre spalancate sul fondo
sul soggiorno in disordine
le ombre dei passanti
di tanto in tanto
a spezzare a guizzi la luce

ora la camera 
stringe su di te
sui miei gioielli rosa
diana blu spente
nel posacenere di avorio decorato
nulla è davvero memorabile
forse i ritratti a olio
della parete a est

sei ore di riprese 
senza stacchi
di te che dormi
pochi giochi di macchina
e vellutati
per non svegliarti
sul soggiorno tutto un disordine
le ombre dei passanti
di tanto in tanto
a spezzare a guizzi la luce

ancora la camera
insiste su di te
sui tuoi capelli rame
tre diana spente nel posacenere
e le pastiglie sparse
tutto normale tutto controllabile
ho altra pellicola da caricare
altri cliché

Tredici
la mia è solo una
delle tredici solitudini possibili
ed è curabile
con gocce di Minias e Serenase

la mia è solo paura
delle ovvie conseguenze inevitabili
è il mio sognare 
di non averti davvero mai incontrata

ho smesso per sempre
di occuparmi un quarto d’ora 
al mese di te
non mi prendo più cura
neppure un quarto d’ora 
di te

Ford
fossi stata con me stanotte
non so che fine avresti fatto
perché la mia Ford si è capovolta
due o forse tre volte

tu non c’eri
non ci sei
e non ci sarai mai

è un’esplosione di cristalli e scintille
un surf
pneumatici scoppiati in un botto
un crac 
un testacoda quasi fatale

ho le stesse chanse di un astronauta
di tornare per cena
mentre gravita impaurito
intorno alla luna

ti sei persa il brivido
di sei tarantole sulla schiena
il tuo silenzio è ancora 
sei tarantole sulla schiena
questa distanza è ancora
sei tarantole sulla schiena

L'estate
alla fine l’estate
non ci portò che guai
bugie e promesse infinite
cose dette
alcune sussurrate 
e va da sé
ora non servi più a niente

sfocate le scene
alcune epocali 
e va da sé
di asciugamani celesti
a cancellare le tracce madreperla
dello sperma tra i seni

con te se ne vola via
l’oro dei giorni
vola il piacere degli occhi
mai sazi di nuovi profili
mentre gridi i tuoi 
non mi servi più a niente

Rosso
caccia allo squalo bianco
una sfida che sfibra
in alto oceano
per fortuna
ho sempre con me
la mia lucente
esca francese

galleggia
rossa incandescente
tra la schiuma e le onde
sembra invincibile
e lo è

muscoli tesi
stanchi
quasi arresi
e lo squalo
dietro di me
è lui a seguire ora
il secondo pensiero terribile
stasera

Vanessa
chiunque starà con me
d’ora in poi
dovrà avere qualcosa di te
che ora vivi lontana

la costringerò
a correggere l’andatura 
a insistere col nero sulle ciglia
e sui contorni degli occhi
con pennellate leggere di viola

si sopravvive
anche se a stento
amore mio
tra lentezze e stagioni vuote
qualche acrobazia di meno

senza costringersi
a parlare e ricordare
bastano sette giornali alle finestre
e a coprire gli specchi
fogli bianchi 
e una luce poca

L'eclissi, amore mio
ti soffoco
è un piacere sottile 
dei polpastrelli sul collo
fosse per me
Rebecca amore
ti augurerei
un letto di piume 

allento la presa
sento il fiato
il sollievo che arriva
penso un po’ a me
Rebecca amore
mentre riordino i vestiti sparsi
ti accarezzo le spalle

ti soffoco
è un piacere infantile
dei polpastrelli sul collo
fosse per me
Rebecca amore
ti augurerei
oceani di dolore

la nostra eclissi
tra le eclissi
è la migliore
perché
non è affatto parziale

Guardare i corvi
rimani
perché averti qui
Ë più bello che guardare i corvi
che affollano il mio patio
quando nevica
più bello delle mie collezioni 
di Agatha

Nove nuovi amanti (parte seconda)
mi conforta il tuo continuo sfuggirmi
il tuo spostarti senza tregua
le tue emozioni brevi

come consola rivederti nei sogni
senza vestiti né colori
poco prima di svegliarmi

e dire che avresti un altare
di lino e seta
anche se non ti servirà un granché
avresti me
le mie gelosie intatte
le ore tutte uguali
studiate nei particolari
a ricordarmi la noia dei tuoi quadri